Rab e dintorni

    L'isola e la città di Rab

    Isola di Rab – 16 Maggio 2009 - 120 anni di turismo

    Non sorprende che l'isola di Rab abbia la fama di una delle prime oasi turistiche del nord Adriatico. Grazie al mite clima mediterraneo e alla sua vegetazione, alla costa sinuosa e soleggiata, al suo mare azzurro, alle attraenti bellezze naturali, all'antichissima cultura e alle svariate civiltà che vi hanno lasciato traccia dal periodo greco-romano fino ai giorni nostri, Rab ha da sempre offerto molto ai turisti.

    Per tali ragioni nel 1889 il consiglio comunale ha formalmente dichiarato Rab una destinazione turistica e turistico-terapeutica. Tale decisione trae le sue origini dal piacevole clima e dal suo effetto terapeutico sulle malattie cardiache e del sistema respiratorio. Poco dopo l'avvio dello sviluppo del turismo, su Rab sono stati costruiti i primi alberghi.

    Le meravigliose spiagge di Rab già 120 anni fa erano tra le preferite dai primi turisti.
    Il paesaggio variegato dell’isola di Rab è maestoso ed unico se paragonato alle isole adriatiche. I contrasti sono visibili su tutta l’isola – a passeggio, in barca, in immersione nelle baie circostanti ed osservati da una prospettiva aerea in volo sopra l’isola.

    Da più di quasi 120 anni il turismo è stato accolto in tutte le case e i tradizionalmente ospitali abitanti di Rab hanno deciso di assicurare con il turismo la propria esistenza e quella delle future generazioni. Da allora Rab ha più volte vinto il premio come migliore destinazione turistica dell'Adriatico.


    Ci auguriamo che, sfogliando questo depliant, sorga anche in voi il desiderio di visitare Rab, un’isola che, circondata dal mare smeraldino, giace nel cuore dell’Europa.

    Città di Rab

    Rab città Felice – Felix Arba

    La silhouette dei quattro campanili che si staglia dall’alta rupe della penisola è la nota immagine di Rab – l’immagine che l’accompagna da secoli.
    Con quasi impercettibili cambiamenti, questa silhouette è rimasta immobile da due millenni sulla rupe tra il golfo di Sant’Eufemia e un golfo più piccolo che oramai ha perso il suo nome originario poiché da secoli è conosciuto come porto cittadino.
    La città di Rab (in italiano Arbe). Fu eretta dalla popolazione illirica dei Liburni. In origine fu una rocca circondata da un muro a secco in pietra. L’insediamento che, quasi sicuramente, fu circoscritto da fitti boschi scuri di querce nere e pini mediterranei ebbe il nome di Arbe (scuro in lingua illirica).

    Dai quei tempi antichi fino ai giorni nostri la città di Rab continua ad essere l’ornamento dell’isola, ma anche il centro dal quale si irradiano la cultura, l’arte, l’istruzione…Le numerose chiese che troviamo nella città, come anche su tutta l’isola, non attestano esclusivamente la fede religiosa ma sono anche testimoni delle conquiste culturali, artistiche e architettoniche. I conventi, le chiese, i palazzi, gli edifici civili, le piazze, le logge come luogo di ritrovo, i fori giuridici e quelli commerciali della città testimoniano l’elevato grado di progresso raggiunto da questo ambiente sociale.
    Non sorprende pertanto che nel seno di Rab si sia formato anche Marco Antonio de Dominis, uno dei maggiori pensatori europei del XVI secolo, teologo, fisico, predicatore, riformatore ecclesiastico.
    Quando i romani nel II secolo a. C. arrivarono a Rab vi trovarono una città sviluppata. Ottaviano Augusto, il più grande tra gli imperatori romani, ordinò la costruzione di mura e torri circostanti la città per una più facile difesa. Sulle loro fondamenta ancor oggi si trovano resti delle cinta e di fortificazioni. I romani diedero alla città l’appellativo di “felice” – “Felix Arba”. Tale titolo contrassegnava la ricchezza, i meriti e l’importanza che Roma attribuiva a questo municipio.

    Dai lontani imperatori romani a Bisanzio, da Venezia ai regnanti ungheresi e croati, Rab spesso mutò i propri signori, ma la città rimase sempre risparmiata da grandi devastazioni. Forse l’appellativo romano di “Felix Arba” si riferiva anche a questo.

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